Le allegre comari di Windsor

Venuta alla luce nel 1602, la leggenda ci racconta che la commedia sia stata composta in quindici giorni su ordine della regina Elisabetta che voleva rivedere sulle scene un Falstaff innamorato. Il Teatro moderno ne fa oggi una delle piece più complete del Grande Bardo, capace di coniugare mirabilmente quelle esigenze di cultura “alta” e cultura “bassa”, propugnate dall’Autore, e che sono il pilastro dell’etemo successo di quella drammaturgia.

Le allegre comari di Windsor è una delle opere meno conosciute del grande drammaturgo. Il testo narra quindi la storia di Falstaff che, in cerca di denari e fortuna, manda la stessa lettera d’amore a due donne sposate ed abbienti: la signora Ford e la signora Page. Entrambe le donne, scoperto l’inganno, decidono di punire il mascalzone gettandolo in una cesta di panni sporchi nel Tamigi al primo appuntamento, bastonandolo al secondo e facendolo assalire da una falsa orda di fate e folletti durante il terzo. Contemporaneamente a questi fatti, s’intrecciano le vicende amorose che coinvolgono la figlia della signora Page ed i suoi numerosi corteggiatori.

Un’opera che si propone di mostrare come la vita riesca a punire le malefatte, un testo morale in grado di riprodurre l’avarizia, la lussuria e la gelosia in un’ottica diversa, consapevole che questi vizi verranno castigati. Interessante è inoltre il ruolo dei personaggi, tutti in grado di giudicare e di essere giudicati: l’unica ad uscirne vincitrice è la reale “allegra comare”, ossia la Vita, capace di assecondare e poi punire determinati vizi.

Il nostro divertentissimo allestimento prevede cambi di scena, canzoni cantate dal vivo, scenografie e costumi d’epoca.

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